Italia e Belgio puntano a rafforzare la cooperazione industriale nel settore underwater, mettendo al centro la protezione delle infrastrutture marittime critiche, le tecnologie dual use, la robotica subacquea e i sistemi unmanned. È quanto emerso dall’Italy-Belgium Industrial Day 2026 – “Beyond The Surface: The Future of Underwater”, che si è svolto il 22 settembre al Blue Cluster di Ostenda e ha riunito undici aziende italiane e otto partner belgi nel primo evento B2B tra i due Paesi specificamente dedicato alla dimensione subacquea e alla sicurezza delle infrastrutture critiche.
L’iniziativa, promossa dall’Ambasciata d’Italia in Belgio e organizzata dall’ufficio ICE di Bruxelles, ha avuto l’obiettivo di individuare possibili complementarità industriali tra due filiere che dispongono di competenze avanzate ma differenti. Nel confronto sono stati coinvolti, tra gli altri, Fincantieri, ELT Group e AIAD sul versante italiano, mentre la partecipazione belga ha interessato imprese e organizzazioni attive nella blue economy, nell’offshore e nelle tecnologie marittime.
A sottolineare la dimensione strategica dell’incontro è stata l’ambasciatrice italiana in Belgio, Federica Favi. “Nell’attuale complesso scenario geopolitico e con l’obiettivo di raggiungere 700 miliardi di euro di esportazioni – un traguardo fissato dal Vice Primo Ministro e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani – è inoltre necessario creare sinergie nei settori all’avanguardia della nostra economia con le nostre controparti belghe, anch’esse altamente competenti”, ha affermato. Favi ha quindi richiamato direttamente il tema della sicurezza europea: “I recenti eventi geopolitici dimostrano inoltre che la tutela della libertà di navigazione e delle infrastrutture marittime è una questione di rilevanza europea”.
Dalla robotica alle infrastrutture critiche
La giornata di Ostenda ha mostrato quanto la cosiddetta Underwater Economy sia ormai difficile da circoscrivere a un unico comparto industriale. Il confronto ha riguardato infatti underwater defence, sistemi autonomi e dual use, protezione delle infrastrutture marittime critiche, robotica e meccatronica, comunicazioni resilienti, cybersecurity, monitoraggio offshore, mappatura dei fondali, elettronica navale e sistemi energetici destinati alle infrastrutture offshore.
La delegazione italiana comprendeva Fincantieri, Intermarine, ELT Group, Eurocontrol, Saipem, STAM, Dumarey Automotive Italia, SAR Electronics, RINA Consulting, Officine Maccaferri Italia e Bylogix. Una presenza che ha coperto diversi segmenti della filiera: dalla cantieristica all’ingegneria offshore e subsea, dalla sensoristica alla cybersecurity, fino ai sistemi di comunicazione e all’autonomia delle piattaforme.
Sul versante belga hanno partecipato DEME, Exail, Multi.Engineering, JERA Nex bp, Port of Antwerp-Bruges, Intersoft Electronics, GEOxyz e Octave, con competenze nei sistemi autonomi, nell’energia offshore, nella navigazione e nel posizionamento, nei survey idrografici e geofisici, nella mappatura dei fondali e nella situational awareness.
Proprio l’incontro tra queste specializzazioni ha rappresentato il cuore industriale dell’Industrial Day. Il matchmaking è stato organizzato attorno a sei aree: robotica e sistemi autonomi underwater, protezione delle infrastrutture marine critiche, infrastrutture offshore e subsea, mappatura e monitoraggio dei fondali, sistemi energetici offshore ed elettronica e integrazione dei sistemi.
Tra le complementarità individuate dagli organizzatori figuravano quelle tra Fincantieri ed Exail nei sistemi marittimi autonomi e nelle piattaforme unmanned, con la possibilità di lavorare in futuro su dimostratori, integrazione dei sistemi e progetti europei di difesa e innovazione marittima. Per Saipem e DEME il terreno comune indicato è stato invece quello dell’ingegneria offshore e delle infrastrutture subsea, mentre STAM e GEOxyz hanno messo a confronto le rispettive competenze nella sensoristica, nell’acustica e nella conoscenza dei fondali. ELT Group e Octave hanno infine esplorato possibili complementarità tra seabed monitoring, comunicazioni sicure, geospatial intelligence e situational awareness.
Non si è trattato, tuttavia, dell’annuncio di accordi industriali già definiti. L’obiettivo dell’iniziativa era innanzitutto mettere in contatto aziende e tecnologie complementari, creando le condizioni per eventuali attività comuni di ricerca e sviluppo, dimostratori e futuri progetti industriali o europei.
Un settore da oltre 30 miliardi in Italia
Per l’Italia la dimensione economica del settore è già significativa. Secondo il primo Rapporto nazionale sulla dimensione subacquea italiana, richiamato dall’ICE in vista dell’appuntamento di Ostenda, il comparto conta 189 imprese censite, capaci di generare complessivamente 30,5 miliardi di euro di fatturato.
Il Blue Cluster che ha ospitato l’evento rappresenta, dal canto suo, uno dei principali nodi della blue economy belga e riunisce oltre 180 imprese, centri di conoscenza e istituzioni. Le sue attività comprendono robotica sottomarina, sensoristica per il monitoraggio dei fondali e tecnologie destinate alla manutenzione delle infrastrutture offshore.
La crescente attenzione per il dominio subacqueo è legata non soltanto alle opportunità industriali. Cavi per telecomunicazioni, interconnettori elettrici, gasdotti, infrastrutture energetiche offshore e reti di comunicazione hanno trasformato i fondali marini in un elemento sempre più rilevante per la sicurezza economica europea. In questo contesto, sistemi autonomi, sensori, comunicazioni protette e capacità di monitoraggio stanno assumendo un ruolo crescente anche nella protezione delle infrastrutture critiche.
Il confronto di Ostenda ha quindi avuto una portata che va oltre i rapporti bilaterali tra Roma e Bruxelles. Italia e Belgio puntano a verificare se le rispettive capacità industriali possano convergere in una filiera europea dell’underwater nella quale difesa, blue economy e protezione delle infrastrutture risultano sempre più interconnesse. Saranno i prossimi mesi a mostrare se gli incontri B2B del 22 settembre si tradurranno in programmi congiunti, attività di ricerca, dimostratori tecnologici o vere e proprie partnership industriali.
[Video a cura di EU Video News]

